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GIOCARE IN CORSIA

Ridere per guarire
Quando noi ridiamo, tutto il nostro corpo ride e si rilassa. 



Da quando si inizia a ridere, il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa cala e i muscoli si rilassano. Si può affermare quindi che il riso ha un ruolo di prevenzione dell´arteriosclerosi. Ridere inoltre possiede una funzione depurativa dell´organismo per espulsione dell´anidride carbonica, e permette un miglioramento delle funzioni intestinali ed epatiche. Ridere combatte la debolezza fisica e mentale: la sua azione infatti causa una riduzione degli effetti nocivi dello stress. Ridere calma il dolore, in quanto distrae         l´attenzione da esso (calma temporanea) e quando lo stesso dolore riappare non ha più la stessa intensità. Ridere è un primo passo verso uno stato di ottimismo che contribuisce a donare gioia di vivere e quindi ha delle proprietà antidepressive. Anche l´insonnia passa, perché ridere diminuisce le tensioni interne. Ridere è il mezzo più sano per vivere meglio e più a lungo, sfidando le frustrazioni della vita. La malattia rappresenta, a qualsiasi età, un evento che modifica il ritmo e la qualità della vita di una persona. Appare come un evento improvviso, imprevedibile che viene a interrompere la quotidianità familiare e la modifica in modo incontrollabile. Quando un bambino si trova per qualche tempo in ospedale per far fronte ad una malattia, tutto il suo mondo viene fortemente turbato dall’evento ed i suoi ritmi quotidiani subiscono condizionamenti imprevedibili e non sempre facili da gestire. I suoi punti di riferimento, come i genitori, i fratelli, i compagni di gioco e di scuola, non vengono più percepiti come prima e tutto appare appannato da sentimenti di preoccupazione, di disagio e talvolta di angoscia. L’evoluzione della pratica pediatrica sta finalmente riconoscendo la centralità che giocano i fattori emotivi, psicologici e affettivi nella cura del bambino malato. L’attività ludica si inserisce nella ricerca del benessere del bambino ricoverato in ospedale, permette di instaurare una relazione educativa, di stimolare il confronto nel rapporto con i pari e anche di affiancare i familiari del bambino. Il gioco, attività libera e gratificante, si presenta come una preziosa opportunità per creare un ponte con la vita fuori dall’ospedale. Il gioco è un modo non solo per superare lo stato di passività conseguente al ricovero, ma consente anche di recuperare l’aspetto sano del bambino e delle sue capacità espressive e creative. Rappresenta inoltre un’occasione di socializzazione, un momento di distrazione e di svago e allo stesso tempo di interesse e occupazione, ma anche un modo per esprimere i propri vissuti e superare le frequenti paure legate alla malattia e all’ospedalizzazione. Clownterapia è il termine composto dall'unione di due parole chiave - clown + terapia - con cui si definisce un tipo di assistenza in ambiente sanitario. Con questo termine si indica l'applicazione di un insieme di tecniche derivate dal circo e dal teatro di strada in contesti di disagio (sociale o fisico), quali ospedali, case di riposo, case famiglia, orfanotrofi, centri diurni, centri di accoglienza ecc.L’origine della clownterapia moderna si deve al dottor Hunter Adams (noto come Patch Adams).Egli iniziò a formulare una teoria sulla felicità partendo dall’esperienza negativa che l’ha visto protagonista quando era ancora un adolescente: egli, infatti, fu ricoverato in una clinica a causa di una forte depressione che lo stava conducendo lentamente al suicidio. Dopo essersi iscritto alla Facoltà di medicina, intraprende degli studi su un campione di pazienti ricoverati in ospedale. Da sempre convinto che risata e sorriso portassero enormi benefici, Adams iniziò a visitare i suoi pazienti travestito da clown. Passo dopo passo il suo sogno prendeva forma: realizzare una casa-ospedale dove curare i pazienti affiancando la ricerca del benessere alle terapie mediche. Nel 1983 Adams, con la collaborazione di alcuni amici, riuscì finalmente a realizzare il Gesundheit! Institute - Istituto della Salute nelle montagne del West Virginia: in questa struttura il rapporto tra pazienti e dottori si basava sulla fiducia reciproca e buon umore, mentre gioia e creatività divennero prescrizioni essenziali delle sue cure. Il clown trasforma il reparto o la camera d’ospedale - cornici fredde e distaccate dove vivono i pazienti - in un ambiente magico, in cui la risata si fa strumento di gioia e sicurezza, incoraggiando al dialogo, quale forma essenziale di interazione e legami. Inoltre prova a stabilire con gli spettatori un rapporto umano di fiducia e confidenza, capace di far dimenticar la quotidianità della vita ospedaliera, a profitto della fantasia e dell’immaginazione.
 L’importanza di questa figura non si esaurisce nella figura del paziente, bensì si estende a tutta la sua famiglia, proprio perché i miglioramenti del malato vengono vissuti e condivisi anche da coloro che lo circondano con amore e affetto.